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27 LUG 2025Parco Nazionale del Pollino, Calabria

Trekking al Giardino degli Dei sul Pollino: diario di un rientro in quota

Da Colle dell'Impiso al Giardino degli Dei: 14 km e 700 m di dislivello tra faggete, pini loricati e cavalli liberi nel Parco Nazionale del Pollino.

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Trekking al Giardino degli Dei sul Pollino: diario di un rientro in quota

L'idea di tornare in montagna mi ronzava in testa da settimane. Dopo un anno lontano dai sentieri e mesi di corsa e bici per riprendere il ritmo, sentivo il bisogno di cambiare dislivello — staccare la spina dal lavoro e respirare aria sottile. Una chiamata a Domenico, amico di vecchia data conosciuto tra Yallers ed E-JAMU, una parola — 'Pollino?' — e l'appuntamento era fissato: domenica 27 luglio, uscita di Campotenese.

Lo zaino l'ho preparato la sera prima con cura: scarponi alti, Forclaz da 40 litri, 1,5 L d'acqua, barrette, kit di primo soccorso, GoPro, bastoncini, guscio antivento e cappellino. In montagna, anche d'estate, in poche ore può cambiare tutto.

Partenza da Colle dell'Impiso, 1.578 m. Il sentiero scende tra faggi secolari, suoni ovattati di vento e scampanellii di mucche al pascolo. Alla prima deviazione puntiamo al rifugio Gaudolino: la salita si fa ripida, ben ombreggiata, il fondo a tratti roccioso. Alla fontana ricarichiamo borracce con acqua gelida; al rifugio (1.700 m) mi prende la nostalgia — anni prima ci avevo dormito in tenda con E-JAMU.

Da lì si gira a sinistra, di nuovo in salita, verso il Giardino degli Dei. È la parte più dura: la vegetazione si infittisce, le gambe sentono la pendenza, il cardio sale a 160 bpm. Pause brevi, respiri profondi, si sale. Dopo circa due ore e 6 km lo scenario cambia: oltre i 1.780 m il sentiero si apre, il vento taglia, le nuvole corrono veloci sulle creste.

L'ultimo tratto è il più spettacolare. In lontananza cavalli in libertà e mandrie di mucche al pascolo — restiamo in silenzio per non disturbare. Poi, finalmente, i due giganti di pino loricato che segnano come due colonne l'ingresso al Giardino degli Dei. Siamo a 1.916 m, gli alberi sembrano fossili viventi: corteccia a placche, secoli di vento e ghiaccio scolpiti addosso. Foto, timelapse, sosta lunga per mangiare.

Lo sguardo va alla cima di Serra di Crispo — sarebbe stata la seconda meta, ma le nuvole nere consigliano prudenza. Si rientra per una variante più corta e ripida, dove i bastoncini diventano preziosi per le ginocchia. Si parla poco, ognuno coi propri pensieri.

Sei ore totali, 14 km, circa 700 m di dislivello positivo, passo tranquillo ma costante (tracciato disponibile su Strava). Il Parco Nazionale del Pollino è una palestra a cielo aperto: sentieri ben segnati, salite mai estenuanti, paesaggi che cambiano a ogni svolta. E i pini loricati — fossili viventi a cavallo tra Calabria e Basilicata — restano scolpiti nella mente come simbolo di tenacia e pazienza. Tornare a casa con le gambe stanche e la testa vuota è la ricompensa migliore. Promessa fatta tra amici: non aspettare un altro anno.

Galleria · Giardino degli Dei

Domenico alla fontanella lungo il sentiero per il rifugio Gaudolino, Pollino
Il rifugio Gaudolino, baita spartana a 1.700 m sul Pollino
Paesaggi maestosi del Parco Nazionale del Pollino tra faggete e creste
Cavalli liberi di scorrazzare sugli altipiani del Pollino
Relax al Giardino degli Dei, sosta sotto i pini loricati
I due giganti di pino loricato che segnano l'ingresso al Giardino degli Dei, 1.916 m
Autoritratto sul Pollino con i pini loricati sullo sfondo
Waypoint segnaletico lungo il sentiero verso il Giardino degli Dei
Pini loricati del Pollino, fossili viventi tra Calabria e Basilicata
Riposo durante la salita di ritorno dal Giardino degli Dei